Flora e fauna

Il calcare ad Ellipsactinia Ellipsoidea (dal fossile guida contenuto abbondantemente nella roccia) indica chiaramente in un periodo compreso tra 195 a 160 milioni di anni fa la deposizione in un bacino sedimentario di residui fossili composti da un numero infinitodi gusci calcari di animali marini. Da segnalare sulla cima di quest’ ultimo numerose grotte di natura carsica, meta periodica di appassionati speleologi. Alcune di queste, definite inghiottitoi, si presentano a sviluppo verticale con pareti lisce e profonde anche centinaia di metri come nel caso della grotta denominata “i meandri del fico” (così chiamata per la presenza all’imbocco di un fico selvatico che raggiunge la profondità di 109 metri), ed accessibile solo ai più esperti.Il successivo prosciugamento, seguito da un movimento di elevazione (orogenesi) ha costituito l’attuale formazione che per l’importanza della sua stratigrafia viene citato nei testi geologici come Serie Tiriolo. Di una certa importanza è stata in passato l’estrazione mineraria del ferro da monte Farinella, interrotta successivamente per scarso interesse economico, mentre attive fino a pochi anni fa erano alcune cave estrattive che sfruttano il calcare del monte Tiriolo per vari usi. ad un’opera di rimboschimento, negli ultimi anni cinquanta, la pendice Sud-Ovest del Monte Tiriolo si presenta oggi ricoperta da un fitto bosco di pini e cipressi ai quali si sono aggiunti, negli ultimi anni, in grandi e piccole concentrazioni lecci e robinie. La pendice Est , molto ripida ed accidentata, offre la vegetazione tipica della macchia mediterranea con un fitto lecceto intervallato da carpini, querce, eriche, peri e meli selvatici. Il terreno calcare del monte si offre come habitat ideale per una grande varietà di fiori spontanei ed erbe medicinali tra i quali il ciclamino, lo zafferano selvatico, il garofano selvatico, la viola rupestre, la malva, la valeriana, la cicuta maggiore, l’iperico cigliato, il timo serpillo, il tarassaco officinale, la ginestra spinosa, il soffione, l’anice selvatico, la ferula, la bardana, il cochico autunnale, l’iris selvatico ecc. Vi è poi una interessante varietà di orchidee selvatiche che fioriscono in diversi punti e a diverse altitudini sulle pendici della montagna. L’intero territorio è popolato da una interessante fauna non ancora completamente studiata, ma della quale si hanno comunque già dati di un certo interesse. Sono presenti, tra gli altri, il ghiro, la donnola, la faina, il riccio, la volpe, il tasso, lo scoiattolo nero, il moscardino. Anche la fauna rettile è rappresentata da numerose varietà tra le quali si segnalano la vipera, il cervone, il colubro, la natrice, l’orbettino, il ramarro, la lucertola, la ruscencola. Il monte Tiriolo, inoltre, per le proprie caratteristiche naturali ed ambientali, costituisce un territorio di interesse avifaunistico, la sua posizione geografica, al centro dell’istmo di Catanzaro, lo pone lungo una delle principali rotte seguite dalla maggior parte degli uccelli migratori che attraversano la penisola italiana. La composizione e le caratteristiche climatiche del territorio favoriscono e condizionano la presenza di molti uccelli stanziali, consentono la permanenza estiva di molte specie nidificanti e la sosta di varie specie “ invernali “.

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In attesa che tu venga a trovarci dai un'occhiata a quello che ti aspetta.

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