
Museo del costume regionale
Il Museo del Costume Regionale ha oggi sede nella suggestiva Chiesa di Santa Maria Scala Coeli, nel cuore del centro abitato di Tiriolo. Originariamente collocato in un edificio degli anni ’30, un tempo centrale telefonica statale e successivamente ristrutturato, il museo è stato trasferito nella chiesa recentemente restaurata, che ospita anche il Museo della Religiosità e dell’Arte Sacra. Questa nuova collocazione consente una valorizzazione congiunta del patrimonio artistico, religioso e culturale del territorio. Il museo si propone come centro di ricerca e di studio del patrimonio etnografico, e nello specifico, dell’evoluzione storica dell’abbigliamento popolare come elemento distintivo della cultura e della storia calabrese. Il percorso espositivo è ospitato in due sale dell’edificio, e permette di apprezzare, attraverso la sua esposizione, la grande ricchezza culturale della Calabria.
Alcuni abiti esposti nelle vetrine sono frutto di una attività di ricerca e recupero, in altri casi copie di modelli fedeli agli originali, confezionati dal paziente e meticoloso lavoro di ricamo e di colori dalle artigiane tirolesi nel più alto rigore scientifico delle riproduzioni.
Fa da protagonista l’abito tradizionale di Tiriolo, la cosiddetta “pacchiana”, indossato dalle donne sin dall’adolescenza. Tramandato da madre in figlia, confezionato ed arricchito da pregiati ricami, faceva parte della dote per il matrimonio. L’abito era indicatore dello status sociale della donna e, parimenti, diverso in base alle occasioni: feste, lutti, età della donna.Se per il vestito femminile abbiamo una notevole quantità di informazioni, al contrario, per quello maschile, i dati sono molto ridotti. Il modo di vestire dell’uomo calabrese i cui elementi identificativi, in primis un cappello conico denominato “cervune”, erano legati, nell’immaginario collettivo, all’abbigliamento dei briganti.